I ragazzi del Salvemini
A cura di Emilio Gu
izzetti, Giuliano Bugani, musiche di ALTERA

Casalecchio di Reno (6-12-1990)

Pubblicazione: 2007

 

 

Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra erano, come sempre, a scuola quella mattina del 6 dicembre 1990. All’Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno era una giornata come le altre, normale. All’improvviso un rumore fortissimo e subito dopo un tonfo sordo. Un aereo, un Aermacchi MB 326 dell’Aeronautica Militare italiana, si schianta proprio su quella scuola spezzando, con la sua velocità, vite e sogni.

Dodici ragazzi di 15 anni, tutti della II A, persero la vita, mentre 88 persone vennero ricoverate e ad altre 72 fu, ma solo in seguito, riconosciuta l’invalidità permanente. Il velivolo stava effettuando delle esercitazioni militari proprio sopra il centro abitato.
L’iter giudiziario che seguì quei terribili momenti, ha portato all’assoluzione degli imputati perché “il fatto non sussiste”. Sentenza confermata anche dalla Corte di Cassazione il 26 gennaio del 1998. Tanti ancora i dubbi da sciogliere. Come, per esempio, il perché non si decise di far atterrare l’aereo, in realtà troppo vecchio e risalente agli anni ‘50, in mare. Una storia lunga e complicata che, però, ha lasciato un’eredità il dolore. Dolore che si rinnova sempre in occasione dell’anniversario.
Nella cittadina del bolognese si ricorda la morte dei quindici ragazzi con concerti, manifestazioni, ma soprattutto con una sorta di giornata del silenzio. Ma per esorcizzare quello che è quasi un male collettivo è stato realizzato un film. Si chiama I ragazzi del Salvemini. Titolo breve, efficace e diretto che fa correre veloce la memoria di tutti a quel giorno. Non è un caso, poi, che a dirigere questa pellicola sia stato Emilio Guizzetti, un coetaneo delle vittime. Che ha voluto raccontare, con l’esiguità dei mezzi a disposizione, e attraverso l’obiettivo, questa storia che in tanti, troppi, hanno messo nel cassetto della memoria. La realizzazione del film è stata possibile grazie alla collaborazione di Rossella Caterina Lippi, del giornalista Giuliano Bugani e anche grazie al supporto dell’Associazione Culturale Ondanomala. La casa editrice Bacchilega ha in seguito deciso di pubblicare insieme a un libro questo dvd che contiene anche il backstage fotografico curato da Massimiliano.

Le musiche sono state realizzate dal Gruppo Altera.


Libro e dvd sono acquistabili a 12 euro. I proventi andranno all’Associazione Vittime del Salvemini.


Un comune in provincia di Bologna: Casalecchio di Reno - anno 1990...

Quanto accaduto a Casalecchio di Reno il 6 Dicembre 1990, (un caccia militare in avaria precipitò sull'Istituto Tecnico "Salvemini", causando la morte di dodici studenti e il ferimento di ottanta persone) e soprattutto il prosieguo giudiziario della vicenda (una tragica fatalità), rappresenta una delle pagine più buie della recente storia italiana.

Una strage senza responsabilità rimasta per noi indelebile. "Canto di spine", proprio per il suo rapporto con gli studenti, le Consulte, la scuola, non poteva dimenticarla.

In fondo al CD aleggia una traccia "fantasma", che è una testimonianza viva. E' uno stralcio della lettera scritta dagli studenti, letta dalla studentessa Simona Lembi, ai funerali dei ragazzi.

Istituto Salvemini

L'istituto "Salvemini" come apparve dopo la tragedia

Ecco... noi non vogliamo dimenticare.

Altera in accordo con la casa discografica e l'Associazione "Vittime del Salvemini - 6 dicembre 1990", cederà i proventi delle vendite del cd per scopi solidali.

 

"Io e Davide vedemmo per la prima volta di persona i resti del "Salvemini" nel luglio 2000. Poco dopo sarebbero iniziati i lavori per il recupero dell'edificio, oggi "Casa della solidarietà", inaugurata lo scorso 20 ottobre. Muri anneriti dal fuoco e dal tempo, lo squarcio nella parete celato da assi di legno, una sensazione netta di assenza, di inadeguatezza, di rabbia.
Il 6/12/2000 in occasione del decimo anniversario, eravamo là. Al mattino presentammo il progetto agli studenti nella nuova sede del "Salvemini", al pomeriggio, nello stesso luogo riunione con la Consulta Studenti di Bologna, sempre per "Canto di spine". Ogni volta un senso di inutilità e la voglia di fare qualcosa, che comunque è sempre e ancora poco. Siamo orgogliosi di essere riusciti a lanciare un segnale su questa vicenda ...

Ste

MAI PIU'

"Il fatto non costituisce reato".

Questa è la sentenza della Corte d'Appello di Bologna pronunciata il 22 gennaio 1997 nei confronti di Bruno Viviani, Eugenio Brega e Roberto Corsini. Il pilota dell'Aeronautica Militare Italiana e i suoi superiori furono ritenuti responsabili, il 28 febbraio 1995 dal Tribunale Penale di Bologna, di disastro colposo e omicidio colposo plurirno per imperizia, irnprudenza e negligenza nella gestione dell'emergenza della strage all'istituto Tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno (BO).

Alle ore 10.31 del 6 dicembre 1990, durante una esercitazione militare, l'aeroporto di Villafranca (VR) perde i contatti radio con l'Aermacchi MB 326 che aveva già dichiarato, quando si trovava a nord di Ferrara, una piantata motore. L'aereo precipiterà sull'istituto di Casalecchio di Reno, causando 12 vittime e 88 feriti tra studenti, insegnanti e personale della scuola. Il pilota si salverà lanciandosi con il paracadute poco prima dello schianto.
La IV Sezione penale della Corte di Cassazione respinge, il 26 gennaio 1998, il ricorso presentato dalle parti civili e dal Procuratore Generale di Bologna. La sentenza emessa dalla Corte d'Appello diventa cosi definitiva.
Non esistono responsabili per le decisioni prese nella gestione dell'emergenza, come la scelta di dirigersi verso l'aeroporto civile di Bologna con un aereo in avaria, piuttosto che puntare verso il mare, tanto che il pilota non smetterà mai di volare.
Non ci sono ripensamenti nell'affidare all'Avvocatura dello Stato la difesa dell'Aeronautica militare, lasciando alle famiglie il ricorso ad avvocati privati.

Il Salvemini non è un caso isolato. Dal 1990 al 1994 si sono verificati in Italia almeno 26 incidenti durante le esercitazioni militari con 18 morti quasi sempre dell'equipaggio; nel 1999, la strage del Cermis e già nel 1988 la strage di Ramstein in Germania. Il rischio non è isolato e remoto: coinvolge tutti noi che ogni giorno vediamo sfrecciare nei cieli delle nostre città gli aerei militari impegnati nelle numerose esercitazioni a difesa dei cittadini o in acrobazie di varia natura.
L'unico obiettivo possibile è fare in modo che non si verifichino mai più vittime di guerra in tempo di pace. E' necessario, per questo, regolamentare le esercitazioni che avvengono quotidianamente sulle nostre teste, impedendo che proprio chi dovrebbe difendere la nostra incolumità sia la causa di incidenti e morti.

Silvia Guidi

Per Associazione "Vittime del Salvemini 6 dicembre 1990"